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Comunicato

Tisin - Domande e Risposte

Lugano, 21 settembre 2021

In seguito alle molteplici domande sottoposte ai rappresentanti di TiSin, il seguente documento chiarifica la posizione del sindacato.

Il CCL firmato tra Ticino Manufacturing e TiSin è positivo per le lavoratrici ed i lavoratori?

Assolutamente SI. Il CCL non comporta nessuno svantaggio per le lavoratrici ed i lavoratori. Infatti a tutti è stato garantito il mantenimento delle condizioni precedenti al CCL e l’adeguamento verso l’alto dei salari attualmente al di sotto dei minimi contrattuali. In buona misura, dall’entrata in vigore del CCL, i lavoratori riceveranno un aumento del salario orario.

Il CCL aggira la legge sul salario minimo?

Assolutamente no, il popolo ha votato una norma costituzionale che prevede la possibilità di firmare CCL con salari al di sotto della soglia minima. Questo serve per salvaguardare le aziende industriali che devono competere in un mercato globale, i posti di lavoro e le rispettive imposte pagate a Confederazione, Cantoni e Comuni. Inoltre, il minimo salariale è previsto solo per le maestranze senza formazione specifica e senza esperienza. Va detto poi che le aziende hanno solo una parte dei salari sotto i 19 CHF all'ora e che buona parte dei lavoratori riceve salari ben oltre questa soglia.

Gli altri sindacati hanno firmato CCL al di sotto della soglia di 19 CHF all’ora?

Certo che si. Tra le decine di CCL e CN attivi in Ticino, molti al di sotto della soglia di 19 CHF all'ora sono firmati da UNIA e OCST. Un esempio concreto lo ritroviamo nel CCL della moda, dove la paga minima per il personale non formato è di 15.20 CHF all’ora. Non si capisce perché ora si gridi allo scandalo: probabilmente perché questi sindacati hanno paura che si rompa il loro cartello. TiSin ha sottoscritto un CCL per tre imprese a rischio di delocalizzazione o chiusura nell’ottica di salvaguardare posti di lavoro di lavoratori e lavoratrici con ventennale rapporto di lavoro con le stesse. Ovviamente il CCL è orientato al raggiungimento dell’obiettivo dei salari minimi nello spazio di tempi ragionevoli.

TiSin è un sindacato?

Certo che si. TiSin si avvale dell’esperienza decennale del presidente Nando Ceruso e dell’esperienza giuridica della vicepresidente avv. Sabrina Aldi. Quest' esperienza ha permesso a TiSin di seguire diversi casi sindacali nelle varie istanze previste. L'obiettivo di TiSin è crescere pian piano e dotarsi di una rete sindacale su tutto il territorio.

TiSin è un sindacato di destra?

Lo scopo di TiSin è la promozione del lavoro e dell’economia, al di là dell'appartenenza politica, basata sull’interdipendenza tra lavoratori, imprese, famiglie e territorio. Il raggiungimento dello scopo avviene con l’azione diretta nei seguenti ambiti: sindacale, assicurativo, procedimenti esecutivi e di tutte le misure affini.

TiSin è ricco come gli altri sindacati?

Assolutamente NO. TiSin si regge solo sulle quote sindacali dei suoi associati (di regola dai 10 ai 20 CHF al mese a dipendenza del settore) che sono molto più basse di quelle dei sindacati principali (OCST, UNIA, …). UNIA, ad esempio, dispone - stando a quanto riportano i media sulla base di una sentenza del tribunale federale - di un patrimonio di quasi un miliardo di franchi (fonte: blick/tagesanzeiger). Peraltro ogni anno sia UNIA che OCST hanno - solo in Ticino - ricavi per diversi milioni di CHF. I loro bilanci NON sono pubblicati online, così come NON sono pubblicati i bilanci delle commissioni paritetiche di cui UNIA e OCST sono attori principali. TiSin, inoltre, si regge da oltre un anno inoltre sul lavoro a titolo gratuito dei suoi membri fondatori.

TiSin è scomodo?

A giudicare dalla reazione violenta con cui gli altri sindacati hanno reagito alla creazione del sindacato sembrerebbe proprio che TiSin sia scomodo. Il fatto di tentare di scardinare il monopolio di UNIA e OCST ha portato ad aggressioni attraverso i media ed io social  anche da parte di esponenti politici e giornalisti. Per gli amici dei sindacati storici saremmo infatti “schizofrenici”, “buffoni”, “fascisti” e “pseudo-sindacalisti”. TiSin ha preferito non rispondere a questi continui e violenti attacchi, scegliendo di continuare a lavorare per il bene del paese e dei lavoratori.

Gli altri sindacati ricevono contributi diretti da parte delle aziende?

Si. Per esempio nell’accordo tra un noto gigante della distribuzione ed i sindacati è previsto il versamento diretto di oltre 1.5 milioni di franchi. Anche in altre aziende e settori risulta vigere la stessa regola. Non si capisce perché ora si gridi allo scandalo verso TiSin, che attua un sistema simile ma, ovviamente, con cifre molto inferiori.

All’interno di TiSin ci sono due esponenti politici. Gli altri sindacati come si comportano?

È cosa nota che vi siano due membri del comitato che siedono in parlamento nelle file della LEGA. Anche gli altri sindacati fanno eleggere i loro dirigenti in Gran Consiglio tra le fila del PS e del PPD. In questa legislatura siedono in Gran Consiglio, per quanto riguarda OCST, Giorgio Fonio, Lorenzo Jelmini e Claudio Isabella. Nelle scorse legislature ricordiamo tra gli altri anche Gianni Giudicelli. Numerosi altri sono i sindacalisti OCST che hanno provato a farsi eleggere in Gran Consiglio senza riuscirci. Lo stesso discorso vale per UNIA/VPOD.

TiSin difende i lavoratori?

TiSin ha preso scelte coraggiose per salvaguardare centinaia di posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati persi. Inoltre, per quanto riguarda i residenti, è stata prevista un’indennità di residenza che è un principio condiviso con le aziende, il quale auspichiamo venga esteso anche ad altri settori.

 

In fede

                                                                                                            Nando Ceruso, Presidente

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